- parola ai praticanti -
L’aikido è armonia, unione, un percorso da seguire con fiducia, un processo evolutivo interiore ed esteriore; è un’arte che ti insegna a mantenere il centro, a mantenere concentrazione e coordinare mente corpo.
L’aikido è armonia, unione, un percorso da seguire con fiducia, un processo evolutivo interiore ed esteriore; è un’arte che ti insegna a mantenere il centro, a mantenere concentrazione e coordinare mente corpo.
In ogni gesto che compio penso: “chissà se sto
mantenendo il punto? chissà se c’è la giusta distanza (MA-AI)? chissà se ho
fatto bene ad affrontare la situazione subito (IRIMI), oppure potevo raggirare
il problema (URA)?”
L’attitudine mentale nel praticare AIKDIO è la sola
cosa che conti veramente.
L’aikido è ogni attimo della mia vita, a volte
praticato bene con consapevolezza, altre volte praticato, altre volte pensato
ma non praticato e altre volte ancora completamente non praticato.
Parafrasando la citazione di una nota stazione
radiofoinica: L’AIKIDO non è nell’APPARENZA MA NELL’ANIMA!
Monica
S.
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Non dobbiamo rimanere lì, in attesa dell’attacco, ma dobbiamo spostarci, e
dobbiamo permettere che l’attacco arrivi, ma dove e come vogliamo noi.
Se sostituisco la parola “attacco” con la parola
“proposta”, trovo un parallelo con la vita quotidiana. Se ci accontentiamo che
le proposte arrivino inaspettate o non siamo preparati a riceverle, ci
troveremo in difficoltà a gestirle.
Sul tatami, questa è la situazione tipica del “non mi
sono mosso, e mi ha bloccato” oppure “non mi aspettavo questo attacco”. Potremo
comunque gestire la situazione, ma faremo più fatica e magari saremo costretti
a ricorrere a qualche espediente (“usare la forza”), sempre che funzioni (“se
lui è più forte di me…”).
Se invece “prepariamo il terreno” per l’arrivo della
proposta, la raccoglieremo con cognizione di causa e sarà più facile gestirla e
dominare la situazione.
Abbiamo attirato la proposta correttamente e cioè
ponendo le nostre condizioni (“gli mostro una mano”), questa potrà arrivare
confezionata come vogliamo noi, e potremo gestirla in posizione dominante (“lui
è squilibrato e io no”).
Un vero esempio di vita quotidiana: una delle prime
cose che ho imparato al lavoro è che, quando vuoi concludere un contratto con
qualcuno, “la bozza devi prepararla tu”. In questo caso la “controparte” dovrà
camminare sul tuo terreno, altrimenti sarai tu a camminare sul suo."
Quando
perdiamo il controllo,
il nostro ego si è imposto, ci crea
irrigidimento mentale e fisico, con immediato senso di aggressività fuori
controllo.
Lo studio
dell'Aikido insegna ad abbassare le spalle in modo controllato, far da
testimone alle tensioni, a porre l’attenzione al punto uno. Siamo dunque
tornati calmi ed imperturbabili.
Quando siamo
aggrediti verbalmente da “personaggi” autoritari ed abituati ad imporre le proprie ragioni con violenza verbale, ci
sentiamo insicuri, preoccupati, tesi: alla loro mercé.
Aikido insegna a
“sentire” la pressione mentalmente, lasciarla cadere senza farsi coinvolgere,
ma essere solo testimoni osservando la situazione con distacco e rispondendo
con calma. Così siamo in una posizione vantaggiosa visto che l’attaccante è
sorpreso e frastornato perché non sa come metterci in soggezione.
Essere calmi ci
permette di essere liberi di agire, mentalmente e fisicamente, in tutte le
direzioni.
L’efficacia
dell’Aikido dipende da come ci siamo allenati, come la vita che conduciamo
dipende da come siamo stati educati.
Essere
Aikido è dare il nostro contributo alle persone che incontriamo nel percorso
della vita.
Luca
L. ---------------------------------------------------
Pur non rendendocene conto riusciamo a
praticare in ogni momento della nostra vita - in famiglia al lavoro nei nostri
hobby: quando dobbiamo confrontarci con i figli o il proprio partner - nei
litigi (saper dominare i propri istinti e la respirazione, mantenere self
control) e quindi lo stato d’animo-
È più facile fare del male che fare del
bene. Probabilmente se si dovesse avere un conflitto con una persona, sarebbe
facile non continuare a frequentarla e non condividere spazi e tempo, ma la
sfida è proprio quella di continuare a condividere gli stessi spazi e lo stesso
tempo.
Il problema rimane quello di essere in
grado di praticare nella vita quello che con facilità si riesce a scrivere. Io ci provo, questa è
la vera sfida.
Daniele Bat.
In teoria sempre.
In pratica a sprazzi.
Parlo per me.
Ognuno usa il suo personale aikido
Mantenere l'asse, il centro
non è poco.
e praticare (anche solo mentalmente)
è il rimettermi sul mio centro.
Io credo che trovare
l'illuminazione
magari sia un po' pretenzioso
però il fatto che tante persone
comincino
a pensare in maniera ai-ki
potrebbe anche essere un inizio
di cambiamento culturale!
Daniele Bas.
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Pratico Aikido,
per farmi agente di cambiamento. Mi impegno a migliorare me stessa ogni giorno
per cambiare in meglio il tutto di cui faccio parte e che porto dentro di me.
Provo a sentire il KI, cerco di spiegare al controllo razionale che è solo una
delle tante correnti del mio vivere, non l’unica e cerco di gestire
correttamente i conflitti.
Lavoro sul mio
corpo attraverso il respiro. Cerco equilibrio e consapevolezza. Imparo a
perdonare gli errori, ad avere compassione, a essere empatica, a non pensare
verticalmente in termini di inferiore e superiore, ma orizzontalmente, sono
insieme alle altre persone. Io sono io, ma sono anche gli altri. Gli altri sono
gli altri, ma sono anche me, nel tutto in cui oggi viviamo e viaggiamo. Siamo
solo punti nell’Universo, nel Tempo e nello Spazio, ma siamo punti con
l’Universo dentro.
Nel dojo imparo e
nella vita pratico per diventare una persona migliore.
Valentina B.
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Come faccio a
mettere in pratica l'Aikido nella vita di tutti i giorni? Molte volte mi sono
posta questa domanda, sono già 12 anni che pratico, ma ho effettivamente
imparato qualcosa? Non guardo all'Aikido come all'arte che mi può salvare in
caso di aggressione, perché se l'aggressore è esperto di arti marziali sono
"spacciata".
Voglio guardare
all'Aikido come la tecnica che mi insegna la concentrazione, il rispetto,
l'unione, la sicurezza, la stabilità, la calma e l'equilibrio. Tutti aggettivi
che si, posso effettivamente "vivere ogni
giorno", in famiglia, sul lavoro e ovunque mi debba relazionare con gli
altri, mettendo in pratica quello che reputo un bellissimo strumento
di comunicazione: L'AIKIDO.
Anna C.



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