Mi hanno chiesto di scrivere qualche parola in ricordo di Francesco, un amico, un compagno di pratica, mancato pochi mesi fa, prima di Natale.
Che dire di Francesco, non è facile descrivere un amico in poche parole, ma ci provo: caparbio, un po’ sognatore, un po’ pensatore, un giornalista, un po’ poeta, incuriosito dagli aspetti esoterici del mondo, amante della buona cucina e cuoco sopraffino, praticante di Aikido.
E’ stato lui, tredici anni fa a dirmi “andiamo a vedere una lezione di Aikido, se poi ci piace lo facciamo” (lui aveva già praticato alcuni mesi qualche anno prima). Così è iniziato il suo percorso, e il mio, in questa arte marziale, fino a raggiungere insieme, un paio d’anni fa, il primo dan. Un percorso che ha sicuramente rafforzato la nostra amicizia.
Negli anni l’Aikido è diventato sempre più parte della sua vita e lui parte del gruppo di pratica, tutti legati da sincero affetto. Gli piaceva molto praticare, dare consigli ai più giovani e, spinto da una forte curiosità, approfondire la materia leggendo gli scritti dei Maestri. Considerava l’Aikido come una via per raggiungere mete più elevate.
In queste pagine ci sono i suoi scritti sull’Aikido, così ci accompagnerà ancora nella via che già abbiamo percorso per un lungo tratto insieme.
Luca
Nessun commento:
Posta un commento