Nata nel 1999 con lo scopo di diffondere la cultura estremo orientale e soprattutto la pratica dell’AIKIDO, l'Associazione SHOBUAIKI aderisce all’A.I.S.E., (Associazione Sport ed Educazione) che ha come referente per il settore AIKIDO il Maestro Sandro Peduzzi.
Dal 2014 nello spirito di una collaborazione con maestri e scuole di AIKIDO differenti, ci consociamo anche con AKR, Scuola di AIKIDO Tradizionale (Saito Sensei).
"Come tutte le arti marziali, anche l’AIKIDO si pratica in un DOJO. Ciò che determina la differenza tra un DOJO di arti marziali e una normale palestra, come può essere quella in cui pratichiamo, non è tanto lo spazio fisico, ma l’attitudine e lo “spirito” con cui si pratica.
Il DOJO è uno spazio liberato, dove non devono permanere le preoccupazioni e i meccanismi mentali tipici della vita quotidiana.
Il DOJO è il luogo dove semplicemente e totalmente si pratica la Via, superando i limiti del proprio ego.
In un DOJO non si litiga, si risolvono gli eventuali conflitti in modo pacifico, parlandone tutti insieme, con la mediazione dell’insegnante.
La pratica della Via si rafforza se i praticanti si concepiscono come gruppo e non più solo in termini di individui separati gli uni dagli altri, evitando di creare ulteriori sottogruppi inutili (gruppo degli Yudansha, gruppo dei principianti, gruppo delle donne, ecc.)
Nel DOJO viene valutata la preparazione tecnica, ma soprattutto la costanza della pratica, il comportamento, l’impegno. I praticanti anziani sono invitati ad approfondire lo studio dell’AIKIDO in tutti i suoi aspetti, tecnico, filosofico, storico e a conoscere bene la corretta terminologia dell’AIKIDO, tecniche, attacchi, AIKITAISO etc.
I praticanti anziani, con il proprio comportamento e la giusta attitudine, devono essere di esempio per gli allievi principianti, ma a loro volta anche i meno esperti potranno dare l’esempio agli altri.
Per favorire una buona atmosfera nel DOJO, durante la lezione, è essenziale ridurre gli scambi verbali al minimo, lasciando spazio solo all’insegnamento di chi conduce e alla pratica, e si invitano soprattutto i praticanti anziani a seguire questa indicazione.
Un buon comportamento deve essere improntato al rispetto reciproco, alla moderazione del tono di voce e alla collaborazione tra allievi.
Anche nell’AIKIDO, come in tutte le arti marziali, si seguono delle semplici regole, che definiamo “etichetta”, con lo scopo di favorire la corretta attitudine e la buona atmosfera nel DOJO, migliorando la coesione del gruppo e la pratica di tutti:
- è necessario seguire le più elementari norme igieniche, curando in particolar modo di tenere le unghie sempre corte per evitare di fare del male, levare anelli, orecchini, piercing o quant’altro possa creare danno agli altri e a sé stessi;
- tenere in ordine e puliti i propri indumenti di pratica;
- quando si entra nel DOJO, prima di salire sul tatami, le ciabatte vanno riposte con attenzione e orientate con le punte verso l’esterno;
- si sale sul tatami facendo un inchino in piedi al lato del KAMIZA, dove è esposta la foto di O Sensei;
- all’inizio della lezione i praticanti si allineano e si predispongono per il saluto rituale, seduti nella posizione di seiza (in ginocchio seduti sui talloni);
- all’inizio e alla fine di ogni tecnica, i praticanti si scambiano il saluto in piedi;
- quando l’insegnante spiega si deve essere attenti e concentrati, senza preoccuparsi se non si riesce a ripetere tutto correttamente, gli errori sono parte naturale e necessaria per il percorso di apprendimento, per cui è buona cosa non correggere i propri compagni di pratica, che hanno tutto il diritto di sbagliare: è l’insegnante che impartirà le correzioni del caso durante la lezione, nei tempi e nei modi ritenuti più opportuni, a seconda delle situazioni individuali. Venire continuamente corretti da tutti mentre si pratica è fastidioso se non addirittura frustrante;
- tenere sempre presente con chi si sta praticando, non tutti sanno cadere bene;
- il modo migliore per fare grandi progressi nella pratica è quello di praticare con continuità;
- si richiede la massima puntualità per non disturbare la lezione. Si raccomanda di arrivare 20 minuti prima dell’inizio della lezione, per cambiarsi e predisporre il tatami.
La serietà che deve caratterizzare la pratica del DOJO non preclude la possibilità di trovare momenti per socializzare o festeggiare in allegria tra noi.
Buona pratica a tutti."
Bruno Brugnoli
Dojo - via Tito Vignoli 35, Milano
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