Lo stesso vale per il mondo atomico e subatomico. Anche qui
ogni cosa è impermanente. Le particelle possono cambiare la propria natura: un
quark può mutare la sua famiglia, o aroma, un protone può diventare un neutrone
ed emettere un positrone e un neutrino. Materia ed antimateria si annullano
l'un l'altra, diventando pura energia. L'energia del movimento di una
particella può trasformarsi in un'altra particella o viceversa. In altre
parole, la proprietà di un oggetto può diventare un oggetto. A causa
dell'incertezza dell'energia del quantum, lo spazio intorno a noi è ricolmo di
un inimmaginabile numero di particelle virtuali con fantasmatiche esistenze
transitorie. Apparendo e scomparendo continuamente, sono la perfetta illustrazione
dell'impermanenza, con i suoi cicli infiniti di brevi vite.
Quindi
la realtà può essere percepita in vari modi - e differenti approcci, l’uno
volto all’interno e l’altro all’esterno, portano alle stesse verità. Il
Buddhismo non troverà di certo sorprendente una tale concordanza. Poiché il
mondo fenomenico può essere osservato solo attraverso il filtro della
consapevolezza, e dato che la consapevolezza stessa è interdipendente con il
mondo esterno, la natura fondamentale dei fenomeni non può essere altro dalla
mente buddhica illuminata."---
Tratto da "The Quantum and Lotus - A journey to the frontiers where science and Buddhism meet", Matthieu Ricard e Trinh Xuan Thuan, Crown Publishers, New York, 2001.
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